NEWSLETTER dal sito V.E.D. Associazione Culturale www.vedassociazione.it :L’INDIFFERENZA DELLA SOCIETA’, LA RINUNCIA AL FUTURO.

 

 

 

L’INDIFFERENZA DELLA SOCIETA’, LA RINUNCIA AL FUTURO.

Indifferenza soprattutto ogni volta che parliamo di educazione dei giovani e rieducazione carceraria.

 

 

La SCUOLA è la partenza, fonte di vita dello sviluppo della società civile, dove ci si forma e dove i giovani hanno il diritto di vedere un futuro. Ed è quando sono a scuola che si deve attuare il vero progetto di vita !

“Non ci sono più finanziamenti pubblici per attuare progetti” ci sentiamo oggi rispondere dai Dirigenti e dalle Amministrazioni Scolastiche, dopo lo sperpero che ci è stato in passato. Quasi fosse un problema che non riguarda i nostri e i loro stessi figli, un problema che non li riguarda, i fondi devono essere addirittura “investiti” da iniziative private esterne alla stessa istituzione scolastica.

Parliamo, ovviamente di proposte SERIE, progetti che avviano davvero al lavoro, che “immergono” nell’attività lavorativa, laboratori produttivi.che introducono nel settore. E non di quell’ennesimo fallimento dell’ Alternanza Scuola Lavoro che ha “trasformato quello che doveva essere un’esperienza formativa in mero sfruttamento”.

A nulla vale il nostro sforzo, il nostro impegno profuso in varie attività cinema-scuola.Così i giovani emigrano all’estero.

Ed è ancora peggio se parliamo di rieducazione in CARCERE. Di carcere non ne vuole parlare nessuno, di pene alternative e funzione rieducativa ancor meno, neanche le stesse Amministrazioni penitenziarie.

Il carcere è il luogo dove persone ritenute pericolose devono essere rinchiuse ma non abbandonate sui letti in una camera sovraffollata. Dentro devono attuarsi progetti seri, progetti di insegnamento, di lavoro, di educazione alla legalità e di VERO REISERIMENTO sociale. Non viene affrontato il problema della RIEDUCAZIONE.

L’unico momento in cui chiunque persona al mondo possa riflettere è quello in cui si ritrova solo, lontano dai familiari, lontano dal mondo in cui ha vissuto e tenta anche attraverso i normali gesti quotidiani di recuperarsi. Ha il tempo di ascoltare e di riflettere.

Il carcere deve offrire una possibilità di cambiamento della propria vita, deve educare al rispetto, deve condurre ad una vita sociale corretta. Se un criminale perde questa occasione in carcere allora è spacciato per sempre. Invece condanniamo i criminali a rimanere tali, se non a peggiorare, incattivendoli chiudendoli per sempre al mondo senza offrirgli possibilità, una volta usciti, di ritrovare dignità.

Attività socializzanti interne di vario genere, messe in atto dalle Amministrazioni Penitenziarie convocando piccole associazioni di volontariato o comunità, spesso con molto dispendio di energie e sperpero di fondi econonomici,  possono in rarissimi casi tentare di formare solo una mentalità diversa, ma è molto difficile.

Nessuno in carcere si interessa di organizzare VERI corsi di formazione professionale con sbocco occupazionale o forme di lavoro produttivo. 

Tutti i progetti che riguardano un impegno futuro permanente delle varie maestranze e qualifiche non vengono considerati.

Non ultimo un nostro progetto-lavoro per la costituzione di un centro di produzione cinematografico e televisivo costituito all’interno di una struttura penitenziaria, che avrebbe impiegato detenuti ed eventualmente familiari, dopo un apposito periodo di formazione,  è stato scartato da un bando di una nota Fondazione per motivi mai comunicati e non è mai stato sostenuto da alcuna Amministrazione.

D’altronde sarebbe da pensare, come per la scuola, PERCHE’ i fondi devono essere cercati addirittura da iniziative private esterne alla stessa Amministrazione Penitenziaria? Le Amministrazioni, i direttori, possono avere accesso a fondi ministeriali di vario genere ma non lo fanno e se lo fanno non certo li destinano alla rieducazione ed al reiserimento! Troppo impegnativo? Meglio anche qui sperperare fondi pubblici e facendo trascorrere la detenzione con intrattenimenti di piccole attività che fanno vedere quanto si è bravi a fare tante cose belle.

Se riuscissimo in un traguardo rieducativo totale la nostra società ne guadagnerebbe di tranquillità e serenità.

La nostra decennale esperienza acquisita negli innumerevoli progetti (docufilm “Le Stanze Aperte”) realizzati all’interno delle carceri V.E.D. ASSOCIAZIONE CULTURALE  Laboratori Cinematografici Produttivi di VIDEO D’EQUIPE e Documentary Film è chiara!

Ci si è proposti varie volte per svolgere CORSI DI FORMAZIONE e favorire il REISERIMENTO lavorativo delle persone detenute, iniziando attività produttive già dall’interno. Ma sembra che questo non piaccia, vengono messi in atto progettini di volontariato per intrattenere nelle ore di maggiore solitudine, sembra che ci spingano sempre a trovare e mendicare fondi da privati, fondazioni, sembra sempre che una attività che riguarda l’Amministrazione non debba essere finanziata dalle stesse Amministrazioni Penitenziarie.

 

Ricordiamo le parole del Papa ai detenuti di Philadelphia:

“...una società, una famiglia che non sa soffrire i dolori dei suoi figli...è una società “condannata” a rimanere prigioniera di sé stessa...questo tempo di reclusione mai è stato e mai sarà sinonimo di espulsione.

E’ penoso riscontrare a volte il generarsi di sistemi penitenziari che non cercano di curare le piaghe, guarire le ferite, generare nuove opportunità.

E’ doloroso riscontrare come a volte si crede che solo alcuni hanno bisogno di essere lavati, purificati, non considerando che la loro stanchezza, il loro dolore, le loro ferite sono anche la stanchezza, il dolore, e le ferite di tutta una società...tendere la mano per riprendere il cammino, tendere la mano perché aiuti al reinserimento sociale.

Un reinserimento di cui tutti facciamo parte, che tutti stiamo a stimolare, accompagnare e realizzare. Un reinserimento cercato e desiderato da tutti: reclusi, famiglie, funzionari, politiche sociali e educative. Un reinserimento che benefica ed eleva il livello morale di tutta la comunità e la società.

Siate artefici di opportunità, artefici di cammino, di nuove vie...”

(http://it.radiovaticana.va/news/2015/09/27/il_papa_ai_detenuti_testo_integrale_del_suo_discorso/1175174)

 

 

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